Le nuove frontiere di Metaverso nei settori retail e hospitality

Le nuove frontiere di Metaverso nei settori retail e hospitality

Il mondo del web (e non solo) impazza per il trend del momento, il metaverso appunto. Quanti di voi ne sono rimasti incuriositi o magari hanno pensato di investirci con la propria attività? Si tratta di tanto oro quanto luccica oppure una “seconda” Second Life?
Bene, ecco un breve articolo nel quale andiamo a condividere il nostro pensiero sull’argomento, parlando di problematiche e opportunità reali.

Cosa è il metaverso?

Iniziamo con il definirlo, anche se non è facile farlo in maniera puntuale fino in fondo, proprio perché tratta di un mondo nuovo, ancora tutto da esplorare. Possiamo però dire che il termine è stato coniato nel mondo cyberpunk nel 1992 ed è salito ora alla ribalta perché utilizzato recentemente da Facebook (“Meta” è infatti il nuovo nome della nuova società).

Il Metaverso è l’evoluzione ed il potenziamento della rete, ma non la sostituisce. Prefigura un insieme di mondi virtuali ai quali si può accedere in via esclusiva, e dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Attraverso queste “rappresentazioni” virtuali possiamo muoverci, viaggiare e fare acquisti, proprio come nel mondo reale, anzi in modo più veloce.

Dati statistici alla mano, oggi la realtà virtuale costituisce un mondo in grande espansione anche sul mercato italiano, assieme ad altre tecnologie che risultano tutte strettamente interconnesse, quali la realtà aumentata, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose. 

Le potenzialità di applicazione di Metaverso, anche nel mondo del design e dell’architettura, sono davvero notevoli, ma altrettanto impattanti potrebbero essere i rischi latenti se questa tecnologia venisse concepita e utilizzata come fine a se stessa.  

Focalizziamoci ora, per prima cosa, sulle potenzialità che possiamo sviluppare con Metaverso, riferendoci in particolar modo ai settori di interesse che abbiamo suggerito. Successivamente ci occuperemo di un altro aspetto fondamentale: capire come i rischi latenti possano essere disinnescati.

Gli scenari di applicazione di Metaverso nei settori retail ed hospitality

La realtà virtuale può avere applicazioni in innumerevoli campi, dal marketing all’intrattenimento, dalla formazione professionale al processo produttivo. Le espressioni più naturali e potenzialmente prolifiche di Metaverso, sono tuttavia nei settori creativi per eccellenza, come l’architettura, l’arte e il design. 

Con Metaverso possiamo integrare e potenziare l’utilizzo degli ambienti reali. Possiamo realizzare e vendere oggetti e opere d’arte digitali utilizzando i cosiddetti non-fungible token, Nft (token non fungibili), una componente chiave del Web3. 

Gli Nft sono la novità più recente nel mondo virtuale. Essi rappresentano dei certificati che attestano l’autenticità, l’unicità, l’immodificabilità e la proprietà intellettuale delle opere digitali, che in questo modo vengono per la prima volta  riconosciute e tutelate.  Da quel momento in poi esse risultano fruibili per tutti e potenzialmente vendibili all’infinito. Questa produzione farà diventare Metaverso sempre più popolato e ricco, permettendo così agli utenti di ampliare la propria esperienza in merito a spazi architettonici e soggetti estetici, che potranno poi essere traslati nel mondo reale.  

In un processo accelerato di osmosi e di metabolismo interculturale, Metaverso permetterà non solo di creare prototipi, ma anche di metterli immediatamente alla prova e testarli socialmente su vasta scala, in maniera molto più efficace rispetto a qualsiasi tradizionale tipologia di sondaggio. Siamo convinti che settori che oggi hanno un particolare bisogno di innovazione e rilancio, come appunto quelli retail e hospitality, possano essere sempre più  conosciuti, arricchiti e valorizzati proprio attraverso le esperienze virtuali. 

In che modo? La chiave del successo sta nell’interconnessione tra mondo reale e mondo virtuale, come un ponte che attraversa e unisce questi due mondi. Il metaverso per un imprenditore può rappresentare quindi una grossa opportunità di crescita per il proprio business, in particolare per:

  • Modificare o integrare il proprio modello di business. Immaginiamo ad esempio di abbinare specifici Nft di servizi ai classici pacchetti soggiorno e vacanze, così da renderli più interessanti, attraenti, innovativi.  
  • Far conoscere la propria attività a livello nazionale e internazionale. Cosìcché anche una piccola località remota possa beneficiare di un vasto pubblico a cui poter mostrare le proprie ricchezze.  Sempre con Metaverso si potrebbero rendere fattibili visite a musei e gallerie d’arte, partecipazione a incontri culturali e concerti, e tanto altro ancora, ai confini dell’immaginabile, facendo fare imprevedibili scoperte ed affascinanti esperienze.  
  • Implementare i servizi offerti attraverso la cosiddetta gamification. Per menzionare solo una delle tante idee realizzabili in questo campo, si potrebbero produrre token con esperienze di multisensorialità, divertenti e formative sia per adulti che per bambini.

Disinnescare i rischi latenti

Abbiamo parlato quindi delle potenzialità di Metaverso, ma è anche il caso di annoverare rischi latenti che, come ogni innovazione, porta con sé. A quali in particolar modo ci stiamo riferendo?

Il rischio numero uno è sicuramente quello di esaltare un contenitore privo di contenuto, o con contenuto scadente. La tecnologia infatti non è che una modalità per far veicolare un contenuto di valore, e non va intesa come fine a se stessa.  Perché la tecnologia senza anima è arida e pericolosa e produce mera automazione. 

Un altro rischio concreto lo possiamo sintetizzare nella parola alienazione. Lo disinneschiamo se utilizziamo Metaverso per acquisire informazioni aggiuntive sulla realtà attorno a noi e non sostituendola con un’artificiosità. Operando in questa prospettiva, la dimensione virtuale non si esaurirà in uno schizofrenico mondo parallelo, ma servirà ad entrare in maggiore contatto con la realtà che ci circonda, con le costruzioni, il design, con tutto ciò che di bello e funzionale possiamo creare. 

Potrà così dare maggiore voce alla sensibilità umana, architettonica e artistica, arricchendo la vita di concretezza e intensità.  E’ questo, a nostro avviso, l’antidoto contro il rischio di alienazione latente e la scarsa qualità dei contenuti proposti. 

Coniugare tecnologia ed umanesimo in architettura

Il mondo virtuale e il mondo reale, la mappa e il territorio, si sovrappongono sino a combaciare, o anche diventano una estensione dell’altra. Per fare un esempio: entriamo in un hotel in Metaverso e ci compriamo un pacchetto sauna e benessere che poi sperimentiamo in un hotel reale. Oppure: siamo in un hotel e da qui ci colleghiamo ad una galleria d’arte virtuale, dove acquistiamo delle opere che poi ci portiamo a casa per arredare gli spazi che abitiamo. 

Sembra così quasi manifestarsi nella realtà virtuale la Noosfera descritta da Pierre Teilhard de Chardin, ovvero quella “sfera del pensiero umano” che sostiene la realtà fisica e che si muove attorno ad un centro unificante. Imprenditore illuminato sarà colui che opererà in modo etico, sviluppando il proprio operato in accordo con il centro unificante dell’anima delle persone.  La vera innovazione digitale e non solo, avverrà quando la tecnologia sarà in completo accordo con l’etica, l’ecologia e la sostenibilità, evitando alienazione ed omologazione. 

Sogniamo una trasformazione digitale che si coniughi con una società empatica e sapiente, e dove a qualsiasi livello si adottino paradigmi inclusivi e umano centrici. Vediamo  così lo spirito alzarsi e volare leggero nell’etere, quello spazio senza confini in cui respirando creiamo e lasciamo fluire la vita.

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